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Cosa pensare dei dolcificanti?
In una dieta, oltre allo zucchero, si possono utilizzare sostanze dall'intenso potere dolcificante, come l'aspartame o il sucralosio. Non bisogna tuttavia abusarne perché prolungano la dipendenza dal sapore dolce. È infatti possibile educare la propensione al dolce: più prodotti dal sapore zuccherato si consumano, più la voglia aumenta, e viceversa.

Dolcificanti di origine sintetica

I dolcificanti di origine sintetica si dividono in due categorie: di massa e intensivi.

I dolcificanti di massa hanno un valore nutritivo inferiore a quello dello zucchero (2.4 Kcal per grammo), resistono bene alla cottura e non provocano carie.
La loro caratteristica principale è quella di dare corpo e resistenza ai prodotti finiti. Sono quindi usati nella fabbricazione di gomme e caramelle ma non nelle bevande.

I più conosciuti sono: il sorbitolo (presente nei dentifrici e nelle gomme da masticare senza zucchero), lo xilitolo e il maltitolo.

Hanno un potere lassativo e possono provocare diarrea.

I dolcificanti intensivi hanno un potere dolcificante da 20 a 400 volte superiore a quello dello zucchero.
Le autorità sanitarie europee hanno autorizzato i seguenti dolcificanti intensivi: acesulfame K, aspartame, saccarina, ciclamato.

Tali dolcificanti di origine sintetica sono usati principalmente nei medicinali e nell'industria agroalimentare.
Non provocano carie.
Per l'uso comune, quale sostituto dello zucchero, sono in vendita al dettaglio in polvere o sotto forma di pastigline. I più usati sono l’aspartame e la saccarina.

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