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Burro: la dose giusta
Il burro è accusato di tutti i mali: troppo calorico, troppo grasso, troppo ricco di acidi grassi "cattivi"… Qual è la verità?

Storia del burro

Il burro non è una novità nell'alimentazione dell'uomo, che lo consuma da oltre 4 500 anni. È ottenuto dalla panna del latte. Per produrre 1 kg di burro, occorrono 20 litri di latte.
Sebbene provenga dal latte, il burro non fa parte del gruppo dei latticini perché non contiene calcio. Appartiene, invece, al gruppo dei grassi come la margarina, la panna e l'olio.

La carta vincente del burro: il contenuto elevato di vitamina A

La vitamina A è un antiossidante che svolge un ruolo molto importante per:
- la visione crepuscolare (adattamento all'oscurità),
- il mantenimento in buono stato di pelle e mucose poiché favorisce soprattutto la secrezione di muco e il rinnovamento degli strati esterni della pelle,
- la prevenzione dei tumori della pelle,
- la crescita ossea e la sintesi di certi ormoni, come il progesterone,
- la lotta alle infezioni e il potenziamento delle difese immunitarie...

Una carenza di vitamina A provoca, a lungo termine, un degrado dello stato generale di salute con maggiore sensibilità alle infezioni virali, invecchiamento della pelle con comparsa precoce di rughe.

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